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Stoicismo -Il fondatore-

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Si narra che Zenone, figlio di mercante, andato in Fenicia per comprare della porpora sia naufragato davanti al Pireo e da li se ne sia andato in giro per Atene. Fermatosi presso un libraio sarebbe stato attirato dal libro di Senofonte, I Memorabili. Entusiasta, dopo avergli dato una scorsa, si sarebbe rivolto al libraio per farsi indicare un qualche personaggio come quelli del libro. Questi gli indicò Cratete, che passava di lì, apparteneva alla scuola dei cinici ed era discepolo del fondatore Antistene.
Da quel momento Zenone divenne discepolo di Cratete. Per i cinici, di cui notissimo esponente fu Diogene, saggio è colui che non nasconde nulla e utilizzavano il sarcasmo per denunciare i propri contemporanei che biasimavano. I cinici per insegnare ai propri discepoli di non curarsi dell'opinione altrui imponevano spesso delle prove. A un neofita Cratete impose di seguirlo trascinandosi dietro un'aringa, il ragazzo, vergognandosi buttò via l'aringa e fuggì, al che Cratete: "Un'aringa ha rotto la nostra amicizia". Anche Zenone sarebbe stato sottoposto a una prova e siccome era molto riservato Cratete gli avrebbe imposto di passeggiare nel quartiere del Ceramico con un vaso pieno di purè di lenticchie. Poichè cercava di nascondersi il maestro con una bastonata gli ruppe il vaso, scolando il brodo sul corpo del ragazzo che scappava, mentre Cratete gli gridava:"Perchè scappi piccolo fenicio, non ti ho fatto nessun male". Da Cratete Zenone imparò la modestia e che saggio è colui che vive secondo natura.
All'età di 42 anni fondò la scuola detta prima dei Zenoniani e poi, dal luogo dove era stata fondata, degli Stoici. Ci dice di lui Diogene Laerzio:"Era attorniato di amici mezzi nudi e sbrindellati. Timone lo scherniva perchè si trascinava dietro un nugolo di miserabili che erano i più pezzenti tra tutti gli uomini".Il suo personaggio fa pensare di più al profeta che al retore o al dialettico.
Fuggiva i rapporti con i grandi.Gli Ateniesi ebbero per lui una stima tale che gli offrirono le chiavi della cità, gli donarono una corona d'oro e gli eressero una statua di bronzo. Come visse morì, uscendo da scuola cadde si ruppe un dito e colpendo la terra con la mano disse:"Vengo, perchè mi chiami?". Dopodichè morì. Nato nel 333 a.C. morì nel 263 a.C.
Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Giugno 2010 14:01  

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