Il lavoro

Lunedì 24 Gennaio 2011 17:58 amministratore
Stampa
Il giorno successivo ho fatto la conoscenza degli altri colleghi italiani, delle suore e di Padre Cento, fondatore dell'Ospedale e della missione di Henintsoa.Già presenti da una settimana la dott/ssa Ilaria Nardi e il dott Jacopo Serrano, lei chirurgo geherale, lui chirurgo toracico. Le suore sono una decina e tutte malgasce, la superiora è suor Berta, Caposala suor Agnese, suor Viviane una suora a cui ho fatto un intervento di plastica palpebrale.Padre Emilio Cento, ha 81 anni,ma ne dimostra almeno 15 di meno, dal '72 è in Madagascar, da circa 6 anni qui a Vohipeno ha costruito l'ospedale e la missione. Il Padre è molto umile con un fisico aristocratico, è colto, ha un grande senso dell'humour e parla un italiano perfetto. Vive in una stanzetta molto semplice e con poche cose; è ancora molto attivo nel dirigere i lavori nella missione e guida il furgoncino della missione. Proprio nei giorni che c'ero io ha portato d'urgenza all'ospedale della missione, con grande determinazione, una ragazza che stava per abortire:arrivato in velocità, poco c'è mancato che entrasse con tutta l'auto in sala operatoria Smile. Suor Berta molto brava, poichè io avevo solo i pantaloni invernali ricuciti, la camicia e un paio di scarponi, il tutto sporco e sudato, con un gran caldo addosso, essendo li estate, mi ha subito procurato un pigiamone e una maglietta malgasci e nolto leggeri, un paio di zoccoli da sala operatoria. Incominciavo a sentirmi meglio anche se ... continuavo ad avere dolori in bocca per via del dente rotto e che mi lesionava la base della lingua.
Suor Berta era anche quella che mi aiutava in ambulatorio, ma il suo aiuto consisteva solo nel farmi da interprete. Durante la mia permanenza ho fatto un centinaio di visite oculistiche, lavoravo prevalentemente al mattino Di interventi chirurgici, eseguiti al pomeriggio, ne ho fatti quattro:un grosso intervento di retinoblastoma, una plastica palpebrale a una suora, un a neoformazione congiuntivale, uno pterigio.La maggior parte delle visite riguardavano persone che avevano bisogno d'occhiali, vi è stato qualche glaucoma, delle maculopatie, un microftalmo congenito, uno pterigio e qualche congiuntivite. La difficoltà maggiore in ambulatorio è stato la mancanza di un oftalmometro (non funziona), di una lampada per schiascopia (le stecche e lo specchietto li ho portati e donati io); c'è un oftalmoscopio piccolo che funziona, ma io ho portato e lasciato uno grande, ma il manico (dove s'innesta con la testa) s'è rotto in valigia, serve un manico. La gente è povera e gli occhiali che si prescrivono bisogna darglieli e quasi sempre non sono precisi (io ho portato, da una raccolta fatta nella mia zona, tati occhiali). I colliri e le pomate che ho portato sono stati insufficienti per donarli a chi ne avesse bisogno, ma sono stati sufficienti per l'ambulatorio e la sala operatoria.Siamo dovuti subito intervenire con una bambina di tre anni con retinoblastoma enorme e sanguinante
Di seguito ecco il filmato dell'intervento di RETINOBLASTOMA, mi ha aiutato la collega Ilaria Nardi, anestesista un medico locale, molto bravo, che si chiama Naina, brava la ferrista e l'infermiere malgasci.
INTERVENTO RETINOBLASTOMA:
Dim lights Download
Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Gennaio 2011 23:42