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Cosa accade quando un gruppo di finanzieri d'assalto, sostenuto da grosse banche d'affari internazionali come la Merril Linch o la JP Morgan e gli hedge funds, si uniscono per speculare al ribasso, con operazioni di short selling o tramite l'utilizzo di strumenti derivati? cosa succede se queste medesime forze si coalizzano e agiscono utilizzando nelle loro operazioni una leva finanziaria di anche 43 volte il loro capitale effettivo e, oltretutto, senza una classe politica che ponga freni a questo tipo di operazioni, tramite gli organi preposti alla vigilanza dei mercati finanziari, quali la S.E.C: per l'America e la Consob per l'Italia?
Lo tsunami economico sta per travolgere l'Italia, ultimo baluardo dell'euro. Senza Italia non è concepibile l'euro, non è più concepibile l'Europa. I tempi che stiamo vivendo sono davvero molto difficili e pieni di incognite. Non sono economista ma mi pare di potere affermare senza ombra di dubbio che il motivo di ciò è da ricercare nel considerare il mercato come un qualcosa al di fuori e al di sopra di tutto, con leggi proprie e non assoggettabili alla politica e alla morale. Abbiamo sbagliato e, adesso, è troppo tardi per potere creare una barriera che possa fermare il mostro che abbiamo partorito. Lo tsunami dell'economia si abbatterà sull'euro, sull'Italia, sull'Europa e su tutti noi. Gli egoismi, i localismi, i piccoli interessi, a parte la politica così inetta e miope (di cui tutti siamo consapevoli) si stanno ritorcendo contro ognumo di noi e forse con tante teste gloriose, come quelle della cosiddetta Padania, nella tempesta sono capaci di spaccare anche l'Italia.Siamo stati sempre del parere che non bisogna sconfortarsi, che bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare tutti insieme per salvare l'Italia e il nostro motto è stato "resistere resistere resistere", ma oggi, sentendo ogni giorno la continua litania riguardante l'economia, forse questa nostra fede assoluta è crollata. Ci sforziamo a non perdere del tutto la speranza, a credere in questo nostro governo Monti di persone brave e competenti, a credere che i politici in questo sconquasso generale diano il loro appoggio disinteressato, a credere che ognuno di noi in rapporto alle proprie possibilità sia pronto a sacrificarsi, a credere che nessuno sia così avido e scemo da non voler contribuire, pur sapendo che senza sacrificio è la fine per tutti, a credere che gli Italiani nei momenti difficili sappiano reagire uniti e con determinazione. Ma quanto ci crediamo? Siamo già nella bufera... Siamo dei sognatori? forse, ma ...meglio così.