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La Quaresima

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Carissimi fratelli,
 La quaresima del corrente anno ci trova già in una situazione di difficoltà, di precarietà e di sacrifici per la grave congiuntura economica che stiamo vivendo. Quali altre mortificazioni e sacrifici possiamo proporre e imporci dinanzi a bilanci familiari drammatici, alla perdita del posto di lavoro, alla riduzione dei servizi anche essenziali, alla perdita di speranza soprattutto da parte dei giovani e all’emigrazione dalla nostra terra delle forze migliori, preparate con gravi sacrifici da parte dei genitori?
 Nonostante questa situazione di sacrifici per nulla scelti ma imposti dalla situazione, la quaresima si presenta a noi con il suo messaggio di forte richiamo all’austerità. Quest’anno potrebbe essere l’occasione propizia, sotto questa forte pressione di austerità non voluta ma subita, per riflettere su ciò che è importante per dare senso alla vita e creare le condizioni della nostra felicità.
 La crisi economica che attraversiamo è l’ultima deriva della cultura consumistica che ci diceva che la felicità stava nel consumare beni e nel dare a tutti questa possibilità. Siamo stati bersagliati da messaggi pubblicitari che ci offrivano prodotti per nulla necessari, ma presentati a noi come tali: lusso, divertimento, sesso, abbondanza di cibo sino allo sperpero. Erano queste le condizioni indicate dalla cultura consumistica per essere felici. Sappiamo qual è stato il prezzo pagato: disastri ecologici ed ambientali, aumento della povertà dei paesi già poveri, aumento della fame nel mondo, violenza fisica, droga, criminalità organizzata, usura. Il consumismo ha fallito nelle sue previsioni e promesse.
 L’attuale crisi ci ha aperto gli occhi sul senso della vita e ci sta esortando a cambiare rotta. Occorre collocare il messaggio quaresimale in questo obiettivo: dobbiamo ricomporre la scala dei valori e mettere al primo posto ciò che dà veramente felicità e serenità, a cominciare dalla famiglia, che va ricollocata al giusto posto e va fondata e condotta sulla base dei grandi valori umani e cristiani. Ci viene chiesto, in altre parole, di scoprire la cultura dell’essenziale.

Ultimo aggiornamento Domenica 19 Febbraio 2012 17:58
 

Generale inverno

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Non bastavano i guai economici, il disastro immenso (in vite umane soprattutto) della nave costa-concordia all''Isola del Giglio, le stangate sulle pensioni, sull'Irpef, sull'ICI,sull'iVA, sull'IMU, sui carburanti, il batticuore dell'altalenare della borsa e dello spread, Ora arriva con inusitata arroganza il generale inverno. Ha scorazzato per  tutta l'Italia, dal nord al sud. Tra l'altro ci ha trovati impreparati e maldestri. E abbiamo anche assistito al rituale scarica barile. Pensino le autorità preposte a fare il proprio dovere per ora. Per le polemiche c'è sempre tempo. In concordia e unità d'intenti combattiamo il generale inverno che sembra sia pronto a intraprendere nuove battaglie.
Ultimo aggiornamento Venerdì 17 Febbraio 2012 00:31
 
E se la crisi avanza... allegria, non pensiamoci e con Lorenzo De Medici ripetiamo:

 ...OGNI TRISTO PENSIER CASCHI: FACCIAM FESTA TUTTAVIA CHI VUOL ESSER LIETO SIA: DI DOMAN NON C'E' CERTEZZA.
 

La crisi per Einstein

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Riceviamo dall'ing. Giuseppe Campagna, e pubblichiamo, un autorevolissimo parere sulla crisi (administrator).
"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.

La crisi è la più grande benedizione
per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare
per superarla."
Albert Einstein
Ultimo aggiornamento Domenica 08 Gennaio 2012 19:00
 

Che stupidi...

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rudere dove è stata trovata la borsa rubataRiteniamo che i due magrebini, che avrebbero ucciso Zhou Zeng e la figlioletta Joey, di appena nove mesi, siano proprio degli sprovveduti.Non si trovano più, avrebbero abbandonato l'Italia. I due giovani,identificati dai carabinieri,tra i venti e i trenta anni, e con piccoli precedenti per furto, avrebbero abbandonato l'Italia. Ma questi signori  che siano veri o solo presunti autori degli orrendi e inqualificabili omicidi,non si rendono conto dell'estremo pericolo che corrono andando fuori dall'Italia?
Se incappano nelle mani dei loro connazionali come minimo gli mozzano le mani e gli danno la galera a vita, se finiscono nelle mani dei Cinesi quanto meno li linciano.
Potrebbero restare, comodamente in Italia, farsi un pò di pubblicità sui media,chiedere il rito abbreviato e tra qualche anno, un pò per buona condotta, un pò con il beneficio di condoni e amnistie...voilà essere di nuovo liberi e con tanti soldini. E perchè no? Scrivere le proprie memorie.
Non state leggendo un romanzo di fantascienza ... son cose che tutti sappiamo, anche se non vogliamo crederci... si,è proprio vero siamo proprio alla fine...vergogna vergogna vergogna.
Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Gennaio 2012 23:56
 

Il pianto ministeriale...i dubbi

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lui:non lacrime lei:piange io:perplesso

Della conferenza stampa del governo Monti, appena conclusa, sulla manovra economica vogliamo segnalare un aspetto molto singolare. Il ministro del welfare che a un certo punto si blocca, piange e non riesce ad articolare la parola "sacrifici"; come subito dopo precisato dal presidente Monti. Abbiamo subito provato per il ministro una grandissima simpatia, apprezzando la sua sensibilità umana e il suo pianto disarmante. Subito dopo riflettendoci su ci siamo spaventati per noi e per quello che potrà essere il nostro futuro. Abbiamo ripensato alle parole dette in precedenza dal prof. Monti: "Mai parlato di lacrime e sangue. Di sacrifici sì, ma ritengo positivo che le forze politiche abbiano percepito la serietà del momento che stiamo attraversando".Amici, incominciamo a preparare i fazzoletti . . .la cosa non mi convince.

Ultimo aggiornamento Domenica 15 Gennaio 2012 09:34
 


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