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BENVENUTI NEL MIO SITO

Il Referendum . . .

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Da questo sito abbiamo invitato i cittadini ad andare a votare per i Referendum e a votore si. Abbiamo raggiunto il quorum e il si è stato plebiscitario. Siamo contenti, certamente, dell'esito del Referendum ma non perchè l'abbiamo detto noi e quindi abbiamo quella naturale soddisfazione di chi vince e si compiace della cosa. Siamo felici in quanto abbiamo ottenuto un risultato che si riverberà in maniera molto positiva sulla nostra società. Non c'interessa vincere, di per se, per il nostro essere, il perdere è molto utile per ridimensionarci e a renderci umili, a farci capire che ognuno di noi è un niente e vale solo per quello che  nostro Signore vuole farci valere; noi in tanto valiamo per quanto valorizziamo e mettiamo al servizio di tutti le nostre capacità. Non siamo manichei e ci piace dire pane al pane e vino al vino, non ci piace vivere nel coro nè omologarci. Crediamo che il dire che un cittadino esemplare debba andare a votore a un referendum , foss'anche il saggissimo e stimato Napolitano, sia una cosa assolutamente infondata. Si sa, e lo dicevano in tempi non sospetti le sinistre, che andare o non andare a votare ad un Referendum è anch'esso un voto: se uno è leggittimamente contrario alle abrogazioni, può espimere la propria volontà o non andando o andando e apponendo la X sul no. Anzi diremo di pù, non ci pare giusto che il Capo dello Stato dica di essere per il si, secondo noi dovrebbe astenersi dall'esprimere il proprio parere, anche in questo referendum in cui noi siamo stati fautori sperticati del si e per esso ci siamo battuti. Detto ciò, ribadiamo che il nostro giudizio negativo si riferisce solo all'azione anzidetta del Presidente e che per il resto il giudizio resta di grandissima simpatia, di stima per una persona molto saggia ed equilibrata e di cui tutti andiamo orgogliosi.
Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Giugno 2011 20:40
 

Missionarietà e Solidarietà

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Lascia tracce di elevato spessore umanitario la Conferenza “Missionarietà e Solidarietà”, organizzata ad Ardore dall’Associazione “Medici in Africa” che ha visto affollare l’auditorium della biblioteca “Scordo” di medici, specialisti, rappresentanti istituzionali e cittadini, arrivati anche da città lontane e che ha avuto come relatori Edoardo Berti Riboli, professore primario di chirurgia presso l’Università di Genova e presidente nazionale della stessa Associazione, che ha spiegato, l’urgenza d’intervenire specialmente in Africa con equipe specialistiche per le emergenze umanitarie e garantire una continua copertura sanitaria nelle aree d’intervento attraverso il Registro Nazionale dei Medici Volontari in collaborazione col Ministero della Salute e il ministro degli Esteri.

Non meno importante la relazione di Isidoro Napoli che ha illustrato l’utilizzo delle tecnologie informatiche per fornire servizi di consulenza medica specialistica alle strutture nei paesi in via di sviluppo.

Roberto Polito che è alla seconda esperienza di missione umanitaria in oculistica in Kenia e in Madagascar e che è stato il promotore della Conferenza di Ardore, ha raccontato fra l’altro di un recupero alla vita di una bambina salvata attraverso un suo tempestivo intervento chirurgico.

“L’alto valore che viene dalla solidarietà umanitaria portata in Africa dagli specialisti Riboli, Polito e Napoli a favore di quelle popolazioni tribolate dall’emergenza salute” – ha detto il Vescovo Giuseppe Morosini di Locri – “è da esltare e condividere al massimo”.

Nella eccezionale serata condotta dal giornalista e scrittore Nicola Chinè, significativi sono stati anche i contributi degl’intervenuti, dal direttore sanitario dell’Ospedale di Locri, Antonio Previte, a Ugo Mollica, a Domenico Ferrò e Giuseppe Grenci, assessore all’Istruzione e presidente del consiglio comunale di Ardore.

Per la circostanza la rappresentante nazionale alle pari opportunità presso il Ministero Istruzione, Università e Ricerca ha dedicato due toccanti poesie per i bambini neri sofferenti, da lei composte e recitate, mentre il sindaco di Riace, Domenico Lucano, ha dimostrato come, anche da noi, un territorio pieno di rovi e di serpenti può trasformarsi in soggiorno di accoglienza, ospitalità e salubrità a favore di turisti e ospiti.

Ricchi di testimonianza e di solidarietà pure i filmati proiettati al pubblico dai tre conferenzieri che, nell’occasione, hanno inaugurato anche il primo Circolo territoriale, nella provincia Reggina, dell’”Associazione Medici in Africa”.

- Dalla Gazzetta del Sud  "Nicola Chinè" -

Ultimo aggiornamento Sabato 16 Aprile 2011 17:42
 

Decennale Statua S.Pio ad Ardore

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Il  Decennale della collocazione della statua di Padre Pio da Pietrelcina nella Piazza della Concordia di Ardore Marina è stato rievocato con un’ imponente manifestazione religiosa e civile e con una larga partecipazione della cittadinanza e di autorità istituzionali e religiose.
Dopo la Messa celebrata nella Matrice di S. Maria del Pozzo da don Tonino Saraco e la sua omelia, nell’antistante Piazza della Concordia ha avuto luogo il raduno della cittadinanza attorno alla statua del Santo, dove si è svolta una pubblica conferenza storica tenuta dal prof. Pasquale Angiò che ha narrato la cronistoria di Padre Pio e del monumento ardorese a lui dedicato, capolavoro artistico bronzeo dello scultore ardorese, Domenico Frascà.
A Maria Marzano,  vedova del compianto primo promotore dell’iniziativa, Pasquale Laponte, è stata consegnata   una targa a imperitura memoria da parte del comitato: Pasquale Angiò, Nicola Chinè, Salvatore Cosentino, Roberto Polito, Rosetta Montagnese, Antonella Principato, Rosa Dattilo e Giuseppina Vitalone.
“Vogliamo ricordare e commemorare questo umile Frate cappuccino per aver dedicato la propria vita alla preghiera,  alla meditazione e alla santità – dice il relatore Angiò . Il percorso e l’impegno di noi tutti si realizzano a buon fine. Così – continua Angiò - la statua del Santo regnerà perennemente all’ombra della Chiesa di S. Maria del Pozzo di Ardore Marina”.
La folla cittadina Ardorese, che gremiva esultante Piazza della Concordia, ha salutato lo storico evento Francescano con una prolungata ovazione di festa.
- Da la "Gazzetta del Sud"- di Nicola Chinè.
Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Aprile 2011 11:05
 

Lettera ai Giovani

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- Lettera di Fiorini Morosini ai giovani -

 Carissimi,
all’inizio della Quaresima di quest’anno 2011 ho pensato in modo particolare a voi, ai quali guardo come portatori di speranza per il nostro territorio.
La quaresima per i cristiani serve proprio per riflettere e per decidersi a convertirsi sulla base della parola di Dio, che ci interpella sempre. E’ un tempo di grazia concessoci da Dio per fare a livello personale scelte di bene, che sicuramente avranno una ripercussione anche sociale, perché i nostri comportamenti sono alla base delle condizioni di vita che si creano sul territorio.
Nella mia lettera pastorale sulla speranza per la Locride ho detto che c’è bisogno di un rinnovamento delle coscienze alla luce della fede per far scattare il cambiamento desiderato ad ogni livello. E voi siete per noi adulti la voce critica, che ci spinge a dare ragione delle difficoltà che attraversiamo, per creare le possibilità del cambiamento. Infatti il nuovo degli uomini e tra gli uomini nasce sempre da una riflessione critica su ciò che si vive, conseguenza di scelte e di decisioni prese da chi ha in mano la conduzione della comunità ad ogni livello.
Vi invito a non perdere mai la freschezza del vostro senso critico, che è generato proprio dalla speranza che portate dentro di cambiare le cose. Non venga meno il vostro coraggio di andare controcorrente. Se ciò avvenisse, noi perderemmo parte della nostra speranza. Perché sperare nel futuro, se voi pensate che per il nostro territorio non ci sarà futuro diverso?
Ma in questo tempo quaresimale i due valori suindicati, senso critico e coraggio di essere diversi, vi portino anche a discutere su voi stessi, sulla vostra autenticità, sulla vostra coerenza nell’andare controcorrente.
Prendete a modello Gesù, che è la coscienza critica e la luce dell’umanità. Egli, per capire la volontà del Padre e scegliere la strada da percorrere, ha sentito il bisogno di solitudine, di silenzio, di preghiera, di digiuno.
Il suo esempio è uno stimolo per noi, per vivere la nostra quaresima.
Impariamo da Gesù come affrontare la vita, come dire agli altri parole di speranza, come compiere per loro gesti di amore.
Gesù, che doveva portare agli uomini un messaggio di salvezza, per compiere questa missione inizia dalla sua interiorità, per trovarvi dentro l’eco della voce del Padre. Accolta tale voce, si rivolge poi a pochi pescatori sulle rive di un lago e invita anche loro a rientrare nella propria coscienza per convertirsi e iniziare così con lui l’avventura di cambiare il mondo.
Così è cominciato il Cristianesimo: con Gesù che, dopo il digiuno dei quaranta giorni nel deserto, presso un lago e rivolto a poche persone, lancia un messaggio da accogliere personalmente: fate penitenza, convertitevi. Dovunque poi è arrivato lungo i secoli, fino ai nostri giorni, l’annuncio del Vangelo di Cristo, è risuonato lo stesso invito per ogni singola persona: convertiti.
Siete capaci anche voi, di vivere così la quaresima, accogliendo l’invito di Gesù a convertirvi per diventare strumento di vita e di speranza per l’umanità?
Ve lo auguro di cuore,
 + p. Giuseppe
Vostro Vescovo

Ultimo aggiornamento Martedì 08 Marzo 2011 19:10
 

Il Terremoto e la Solidarietà

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Il tremendo terremoto, il violento tsunami e il grave pericolo nucleare in Giappone scuotono la sensibilità di ogni uomo a qualunque latitudine. Il primo sentimento di ognuno di noi è il dolore per queste catastrofi, che certamente sempre ci sono state, ma oggi in un mondo glabalizzato e senza distanze, ci toccano più da vicino e ci coinvolgono emotivamente. La rete e tutti i mass-media sono subissati, ed è giusto così, da notizie riguardanti la situazione e su come si evolve e da una cronaca circostanziata su quanto avviene, il tutto dentro un clima di profonda pietas su i malcapitati e di stupore per gli eventi cataclismatici da diluvio universale. In tutto ciò  osservo con piacere, e mi commuove, come da questa piccola e povera terra, fatta di uomini spesso in guerra tra loro e interessati alle nostre piccole miserie, spunti un fiore forte e vigoroso, che nessun tsunami potrà mai scalfire, anzi lo rinvigorisce: esso è il fiore della solidarietà, che in questi casi si mette subito in moto per aiutare chi è colpito da queste calamità emisferiche. Chissà che tanto dolore non sia il prezzo che qualcuno ci fa pagare, per farci volere più bene.... 
Ultimo aggiornamento Domenica 13 Marzo 2011 15:34
 

I fondamenti dell'agire, la cultura

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Nella nostra società multietnica, ci si va sempre più rendendo conto di come sia difficile trovare dei principi comuni a tutti, su cui fondare il nostro agire e le regole , indispensabili per una retta convivenza umana.
Il dialogo tra le grandi religioni, per la ricerca di principi universali da tutti condivisibili, è promettente. Ciò perchè le religioni tutte fondano la morale e le norme sul divino; solo l'Incondizionato può condizionare in maniera assoluta, senza a null'altro rimandare che a se stesso.
Il dialogo diviene più difficile tra credenti e "non credenti".
Secondo il parere di chi scrive, dobbiamo innanzitutto analizzare le domande perenni dell'uomo, ridefinire il significato di cultura e porla a fondamento del nostro agire comune.
La cultura, principio e fine nella nostra vita dell'agire di credenti e non, porta inesorabilmente alla ricerca della pace, della tolleranza, della serenità, del bello, della carità, del benessere comune e di tutto ciò che è positivo.
Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo? Perchè viviamo? In che rapporto stiamo con le cose che ci circondano?
Ecco i primi interrogativi dell'uomo. Ogni uomo, in maniera più o meno consapevole, se li pone.
Porsi tali domande e cercare di dare una risposta logica vuol dire filosofare. Fare una riflessione sulla cultura vuol dire innanzitutto precisare cosa si intende per cultura: dove nasce e dove va. Avendone precisato il significato sarà più facile capirsi, perchè, come spesso succede, le polemiche e le controversie tra persone nascono dal diverso significato che si da alle parole.
Ultimo aggiornamento Lunedì 07 Marzo 2011 03:05
 


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