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BENVENUTI NEL MIO SITO

La Tiratina D'orecchie

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Importante intervento del Cardinale Angelo Bagnasco durante il vertice della CEI ad Ancona. Chi si aspettava un discorso esplicito di condanna agli atteggiamenti del nostro attuale Presidente del Consiglio, ne è rimasto deluso. Ma non poteva essere diversamente, la Chiesa deve muoversi con cautela per non essere accusata di ingerenza nella politica italiana. Tuttavia il suo discorso, rivolto a Berlusconi, è stato chiarissimo e "chi ha orecchie per intendere intenda". Dice fra l'altro il Cardinale:"“Chi assume un mandato politico deve essere consapevole della misura e della sobrietà“. Il riferimento mi sembra chiarissimo. Ha parlato di "atteggiamenti contrari al decoro" e che "l'IItalia deve superare la fase di scontro fra poteri  e bisogna fare chiarezza nelle sedi appropriate“. 
A parere nostro non manca un'evidente frecciata anche alla magistratura quando afferma"... mentre qualcuno si chiede a che cosa sia dovuta l'ingente mole di strumenti di indagine. In tale modo, passando da una situazione abnorme all'altra, è l'equilibrio generale che ne risente in maniera progressiva, nonché l'immagine generale del Paese".



Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Febbraio 2011 13:37
 

La sfida educativa

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Interessante conferenza dibattito, organizzata dall'Associazione Italiana Maestri Cattolici, presso il seminario vescovile di Locri.
A organizzarla il prof Nicola Chinè, noto uomo di cultura, ex Direttore scolastico, giornalista e sindacalista. Relatore il prof Giuseppe Desideri, Presidente nazionale dell'A.I.M.C. Intervento programmato per il Vescovo  della Diocesi mons. Giuseppe Fiorini Morosini.
Per primo ha parlato il prof Chinè che ha salutato il vescovo che "accanto alle numerose attività, colloca sempre la figura di N.S. Gesù Cristo e ci da speranza, onore e fraternità. In pochi anni ha restituito dignità cristiana." Ha quindi ringraziato il presidente nazionale prof. Desideri, da poco eletto, per aver subito accolto l'invito, in questa torrida estate, a venire a Locri.
Ha proseguito ribadendo i principi ispiratori e le finalità dell'associazione e introducendo al tema del convegno: "Oggi siamo qui per dialogare sulla sfida educativa, come dice la Conferenza Episcopale nel suo progetto e che sarà il grande tema dei prossimi dieci anni".
E' quindi la volta del Vescovo che inizia con l'affermare come oggi il problema educativo sia grave e come vi sia una rinuncia ad educare da parte dei genitori."Paura di essere propositivi per timore di perderli e perciò rinunciano al ruolo educativo".  "come Chiesa non possiamo metterci al di fuori dell'emergenza, siamo dentro con tutte le altre agenzie educative. Non riusciamo ad essere così propositivi da cambiare".Ha quindi raccontato come abbia interrogato dei ragazzi sulla situazione ed essi hanno accusato il distacco, non c'è da parte loro tale fiducia da aprirsi. "Con questi insegnanti non si riesce a entrare nei giovani. Dove andiamo? Dove stiamo andando e cosa abbiamo fatto finora? Come ci poniamo oggi?"Ha continuato constatando come spesso i genitori lasciano i figli abbandonati davanti a internet senza nessun filtro.
Ultimo aggiornamento Sabato 10 Luglio 2010 10:10
 

Stoicismo -Il fondatore-

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Si narra che Zenone, figlio di mercante, andato in Fenicia per comprare della porpora sia naufragato davanti al Pireo e da li se ne sia andato in giro per Atene. Fermatosi presso un libraio sarebbe stato attirato dal libro di Senofonte, I Memorabili. Entusiasta, dopo avergli dato una scorsa, si sarebbe rivolto al libraio per farsi indicare un qualche personaggio come quelli del libro. Questi gli indicò Cratete, che passava di lì, apparteneva alla scuola dei cinici ed era discepolo del fondatore Antistene.
Da quel momento Zenone divenne discepolo di Cratete. Per i cinici, di cui notissimo esponente fu Diogene, saggio è colui che non nasconde nulla e utilizzavano il sarcasmo per denunciare i propri contemporanei che biasimavano. I cinici per insegnare ai propri discepoli di non curarsi dell'opinione altrui imponevano spesso delle prove. A un neofita Cratete impose di seguirlo trascinandosi dietro un'aringa, il ragazzo, vergognandosi buttò via l'aringa e fuggì, al che Cratete: "Un'aringa ha rotto la nostra amicizia". Anche Zenone sarebbe stato sottoposto a una prova e siccome era molto riservato Cratete gli avrebbe imposto di passeggiare nel quartiere del Ceramico con un vaso pieno di purè di lenticchie. Poichè cercava di nascondersi il maestro con una bastonata gli ruppe il vaso, scolando il brodo sul corpo del ragazzo che scappava, mentre Cratete gli gridava:"Perchè scappi piccolo fenicio, non ti ho fatto nessun male". Da Cratete Zenone imparò la modestia e che saggio è colui che vive secondo natura.
All'età di 42 anni fondò la scuola detta prima dei Zenoniani e poi, dal luogo dove era stata fondata, degli Stoici. Ci dice di lui Diogene Laerzio:"Era attorniato di amici mezzi nudi e sbrindellati. Timone lo scherniva perchè si trascinava dietro un nugolo di miserabili che erano i più pezzenti tra tutti gli uomini".Il suo personaggio fa pensare di più al profeta che al retore o al dialettico.
Fuggiva i rapporti con i grandi.Gli Ateniesi ebbero per lui una stima tale che gli offrirono le chiavi della cità, gli donarono una corona d'oro e gli eressero una statua di bronzo. Come visse morì, uscendo da scuola cadde si ruppe un dito e colpendo la terra con la mano disse:"Vengo, perchè mi chiami?". Dopodichè morì. Nato nel 333 a.C. morì nel 263 a.C.
Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Giugno 2010 14:01
 

Epitteto

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 I quattro temi fondamentali della filosofia di Epitteto:
1) Cose libere e cose servili : distinzione delle cose che dipendono e di quelle che non dipendono dal nostro volere;

2) La tranquillità del saggio e i turbamenti del volgo: danni derivati dalla confusione delle cose libere con quelle servili e vantaggi che si acquistano co il esatto discernimento;

3) Esercizio della volontà per il dominio sulle cose esterne : sforzo necessario per la liberazione dell'anima dagli allettamenti e dai timori della vita sensibile;

4) Esercizio dell'intelletto per scovare la realtà dalle apparenze : lavoro di misura e di verifica sulle proprie rappresentazioni per scoprire, oltre il velo sensibile, l'aspettovero delle cose e l'ordine razionale dell'universo.

                         Le cose sono di maniere : alcune in nostro potere, altre no. Sono in nostro potere l'opinione, il movimento dell'animo, l'appetizione, l'avversione, in buona sostanza tutte quelle cose che sono nei nostri atti. Non sono in nostro potere il corpo, gli averi, la reputazione, i magistrati .

Le cose poste in nostro potere sono di natura libere, non possono essere impedite. Quelle altre sono deboli, schiave, sottoposte a ricevere impedimento, sono cose altrui:

 Orbene se tu riterrai per libere quelle cose che sono di natura schiave, e per proprie quelle che sono altrui, ti capiterà di trovare quando un ostacolo quando un altro, essere afflitto, tirbato, lamentarti degli uomini e degli Dei. Al contrario se tu riterrai proprio tuo se non quello che è tuo veramente, e se penserai che sia di altri quello che è veramente degli altri, nessuno mai ti impedirà o ti obbligherà ,tu non farai torto a nessuno,non avrai nessun nemico, nessuno si porrà contro di te.

Ora se tu sei desideroso di pervenire a questo stato di felicità....segue :)

Ultimo aggiornamento Domenica 20 Giugno 2010 21:25
 

Stoicismo...filosofia da rivalutare-introduzione-

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Quando parliamo di stoicismo non ci riferiamo a una filosofia chiusa in un determinato periodo storico e con una veste immutata.. Essa si dipana classicamente in tre periodi e ancora oggi, possiamo dire, che vi sia una certa cultura che si fregia di questo nome.
L'etimo è greco ed è stoà che significa portico, in quanto Zenone, fondatore della Scuola insegnò ad Atene vicino alla Stoà poikìle che vuol dire dipinto; infatti il Polignoto l'aveva addobbato con quadri per purificarlo dalle stragi che qui erano state perpretate durante la tirannia dei Trenta.
Zenone ne fu il fondatore ma la Scuola del portico comprendeva tanti altri allievi e maestri. Si distinguono tre periodi:
  1. L'Antica Stoà che ha il suo centro d'attività in Atene nel III° secolo A.C. e di cui si ricordano tre grandi nomi: Zenone, Cleante e Crisippo.
  2. La Media Stoà nel II° secolo A.C. in cui perde il suo originale rigore e inizia a latinizzarsi, i suoi nomi di spicco Diogene di Babilonia e Antipatro di Tarso.
  3. La Nuova Stoà, I° e II° Secolo D.C., praticamente romana abbandona la parte meramente speculativa e si occupa della morale. Appartengono a questo periodo Seneca, Musonio Rufo e soprattutto Epitteto e Marco Aurelio.

Lo studio di questa grande Scuola l'ho intrapreso dopo che, capitatomi in mano, ho letto un libriccino di massime di grande spessore morale quale il Manuale che riporta tutte le massime di un filosofo, fino ad allora a me ignoto, di nome Epitteto.

Ultimo aggiornamento Venerdì 25 Giugno 2010 07:26
 

Quale Futuro?

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E’ d’attualità il dibattito che riguarda il nostro futuro. In un mondo squassato dalle violenze dell’uomo sulla natura, percorso da venti di guerra, tempestato da intolleranze fondamentalistiche e ancora, nel terzo millennio, ammorbato dalla piaga della fame, il pessimismo e lo sconforto spesso prevalgono.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Febbraio 2010 13:29
 


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